Come ha detto che si chiama?

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Dizionario dei cognomi più curiosi e imbarazzanti, bizzarri e ingannevoli.

Quanti di noi vorrebbero cambiare il proprio cognome? Non molti in verità: perché il nome e il cognome è qualcosa che ci appartiene, è una specie di seconda pelle come diceva Wolfgang Goethe. Però, diciamolo francamente, alcuni sono davvero difficili da indossare e possono creare imbarazzo e talvolta perfino vergogna. In questo dizionario sono raccolti e commentati centinaia di nomi di famiglia. Ma, attenzione, non aspettatevi i soliti cognomi che corrispondono a parole volgari, e che non vale neanche la pena commentare (basta il consiglio di cambiarli attraverso le vie ufficiali previste dalla legge, come centinaia di persone hanno fatto). Non cercate le solite trivialità su cui scherzare. Perché troverete tante curiosità inattese, tante voci nate in modo bizzarro, cognomi dalla storia impensata, cognomi che sembrano voler dire una cosa e significano invece tutt’altro. E qualcuno, come per esempio i signori Lardo e Suino, Salamone o Bellasalma, Feci o Muoio, Collabolletta o Scontrino scopriranno con piacere che i loro nomi di famiglia vogliono dire ben altro. E così, come ogni chiunque venga scoperto a letto con l’amante, declinando le proprie generalità potranno finalmente affermare: “Oh no, non è come sembra…”. Scoprirete che Falchi, Manzo, Leopardi, Ramarro, Asini, Delfino, Cervi, Capponi, Giraffa, Cuculi, Puma, Lucci, Gamberi e Vespa non sono animali… Che Lussato, Parlato, Cecato, Chinato e Cotti non sono participi passati. Che Agnolotti, Ricotta, Gelati, Ghiotto e Dieta (e talvolta Grasso) non hanno a che fare con l’alimentazione. Da Abborrito e Assolutissimamente, a Vecchiocattivi e Zampironi, da Quantacquapende al doppio Russo Forte, da Sempregentile a Senzanonna, da Fu Biagio a Pernacchia, da Ciccodicorato a Eco (sì, anche il cognome di trovatello Eco), il lemmario racconta in breve circa 400 storie, accompagnadole con notizie sulla diffusione territoriale di questi cognomi campioni di bizzarria e imbarazzo. Un’appendice al dizionario “maggiore” propone un dizionario “minore” di cognomi che sono mal pronunciati, con l’accento al posto sbagliato. E viene spiegato perché sarebbero etimologicamente corretti non solo Salgàri invece di Sàlgari, ma anche Cóssiga, Báresi, Cagliàri, Sagramòla, Quasimòdo, Aùgias, Vèrtova, Rondìni, Pettìni, Fogàr, Màscara, nonché Bisgio e Crasci (anzichè Bixio e Craxi) e molti altri. Il libro è parte della collana “L’arte del nome” ideata e diretta da Enzo Caffarelli, che divulga l’onomastica con dizionari, storie di nomi di persona, di cognomi e di luogo, saggi di onomastica letteraria, cinematografica, televisiva.

 

Titolo: Come ha detto che si chiama?

Sottotitolo: Dizionario dei cognomi più curiosi e imbarazzanti, bizzarri e ingannevoli

Autore: Enzo Caffarelli

Curatore: Enzo Caffarelli

Prefazione: Elvira Assenza

Formato: 13×21

Pagine: 176

Anno edizione: 2016

Esaurito

COD: U2002-1-1 Categoria:

Titolo: Come ha detto che si chiama?

Sottotitolo: Dizionario dei cognomi più curiosi e imbarazzanti, bizzarri e ingannevoli

Autore: Enzo Caffarelli

Curatore: Enzo Caffarelli

Prefazione: Elvira Assenza

Formato: 13×21

Pagine: 176

Anno edizione: 2016

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